Questa pazza voglia di dolce

Ti racconti le bugie alimentari?

Super ricette sane vegan: bugie

Ho un ricordo bellissimo di questi ultimi giorni di Carnevale.

Il fine settimana prima del martedì grasso la mia dolce nonna materna veniva a casa nostra. All’epoca io, mia sorella e i miei genitori vivevamo in mezzo alla campagna, a Vernone.

Ricordo che la mia mamma andava a prenderla a casa sua il giovedì mattina, noi tornavamo da scuola all’una e a tavola trovavamo la nonna Pina.

Già al mattino, appena alzate con la cartella sulle spalle, mia sorella Daniela e io ci guardavamo con il luccichio negli occhi: sapevamo che con la nonna Pina era festa! … Soprattutto era la festa di tutto ciò che la mamma non ci cucinava mai!

La mia mamma, benché non avesse studiato alimentazione e gli effetti del cibo sul corpo, ha sempre cercato di creare un’alimentazione di qualità: poco grassa e genuina.

Per questo tutto il fritto (in macrobiotica in certi casi il buon fritto di qualità può essere anche curativo) e i dolci erano vietati o molto limitati durante tutto l’anno .

Ma si sa che i nonni concedono quello che i genitori vietano.

E allora quando in casa si sapeva che arrivava la nonna Pina, già io e Dany ci guardavano piene di gioia.

Iniziavamo a correre dal momento in cui veniva aperto il cancello; un saluto, quel giorno velocissimo, a Zeus e Polly che erano i nostri cani, poi la mamma ci apriva la porta di casa e noi in un battibaleno eravamo già nelle braccia della nonna.

Lei, con le sue braccia corpulente, ci avvolgeva tutte e due con le cartelle ed era solo più un “Nonna, Nonna” e lei che ci dava tanti baci.

Poi mollavamo le cartelle, ci guardavamo e cominciavamo ad annusare: profumo di fritto!! E gridavamo: ”LE PATATINE!!! NONNA HAI FATTO LE PATATITE” e lei : “sì mie gioie” e in un nanosecondo eravamo in cucina ad osservarle e poi subito a lasciare le giacche e a lavarsi le mani per mangiare il cibo della nonna.

Iniziavamo a festeggiare il giovedì grasso proprio come voleva la tradizione: con cibi più grassi rispetto a quelli mangiati nella quotidianità! Nel fine settimana la nonna poi iniziava una produzione luculliana di frittelle e bugie fino al martedì grasso.

Eh sì perché inizia la Quaresima ma fino a oggi si festeggia il Carnevale con sue leccornie.

Ricordo il profumo di mele fritte per tutta la casa di quei giorni e lo scoppiettare dell’olio in cui la nonna faceva friggere le bugie. Che buone! memorie di cibo e di affetto famigliare.

Queste sono le memorie che si impregnano nel corpo e ti dettano le voglie o molte volte proprio il tuo stile alimentare.

Infatti quest’anno è proprio da giovedì grasso che mi sogno le bugie, non sogno altro che mangiarmi bugie.

Tu dirai: “Ma tuuuuu che insegni a mangiare sano, naturale, in equilibrio con la natura vuoi le bugieeee???”

Ebbene sì! è proprio così! Anche io ho le voglie!

Anzi ti dirò di più è normalissimo cambiare alimentazione e trovarsi di fronte a delle memorie culinarie legate a dei ricordi di affetto famigliare perché la cucina è sempre stata il luogo di condivisione per eccellenza, il luogo della cura e del passaggio dell’affetto attraverso il cibo.

Mia nonna, l’amore per noi, lo esprimeva gran parte proprio attraverso le sue abilità di cuoca.

E’ da giovedì che vedo bugie ovunque e quindi ho tentazioni continue e a mio marito non parlo di altro.

Poi a dire la verità mi manca la mia nonna Pina. Ora soffre di demenza senile e anche se ho dei momenti di intensa connessione con lei quando è lucida, quando la vedo persa, per un momento, sono persa anche io.

Dentro di me già da un po’ sentivo il bisogno di fare qualcosa che mi ricongiungesse alla storia vissuta insieme con lei.

Ma davvero non sapevo come fare poi apro facebook e vedo la pagina della mia amata scuola di cucina e di terapia alimentare La Sana Gola con scritto: venerdì live chiacchere vegane, connettiti alle 19 e la super chef Anna Shanti ti guiderà a creare le tue bugie vegan.

Era quello che cercavo! Io le bugie non riuscivo comprarle!

Ho provato a mettermi davanti ad una bugia di una pasticceria ma mi parte tutto il mio schizzo mentale:

1) perché sono fatte con le uova di chissà quale provenienza e poi è un sacco di anni che non le mangio più per motivi curativi

2) hanno lo zucchero bianco che ti fa schizzare la glicemia e poi…

3) bohh l’olio è usato e stra-usato e chissà che roba è!!

 

In verità poi sentivo che non era comprandole che avrei risolto il mio vero desiderio.

Così alle 19 precise di venerdì mi connetto al live di facebook della Sana Gola e assisto a tutta la lezione sulla produzione di bugie vegan e mi sono detta:“Ecco quello di cui ho bisogno in questo momento. Ho bisogna di farle io, non è solo una voglia, è il bisogno di connettermi con qualcosa di più grande, la memoria dell’amore di mia nonna”.

E così domenica ho messo le mani pasta che per me, benché sia una cuoca, non è abituale. Anzi molto inusuale. E ogni volta che impastavo mi sentivo più rilassata, più connessa ad un amore più grande. E mentre impastavo e assaggiavo un pochino anche la pasta con la scorza di limone i gusti in bocca mi riportavano là, alla grande cucina della casa di campagna della mia infanzia/adolescenza, insieme alla mia mamma, a mia sorella e alla mia nonna Pina. Mentre stendevo la pasta e tagliavo le bugie vedevo e sentivo le mani di mia nonna, forti e grandi, che davano la forma alla pasta per noi.

E ho capito che a ogni passaggio di pasta per le bugie davo forma alla tristezza di vederla, ora, persa in mondo troppo lontano e lasciavo andare questa tristezza.

E’ vero come scrive Roberta Scriva nel suo libro La gioia del riordino in cucina (edizioni Vallardi) a pagina 12-13: “La cucina come stanza simbolica ha tenuto impegnati psicanalisti e amanti del pensiero simbolico: utero materno, alcova, dominio del femminile (ora sempre meno), luogo dell’aggressività dove si taglia, seziona, batte, tritura. Le società primitive per molto tempo hanno attribuito alla casa e soprattutto alla cucina un valore sacrale: del resto gli elementi fondamentali – acqua, terra, aria, fuoco-risiedono in quella stanza. Per il filosofo francese Gaston Bachelard la casa è uno spazio-simbolo che racchiude e comprime il tempo attraverso la memoria e l’immaginazione e la cucina lo incarna all’ennesima potenza….La cucina racchiude in sé insieme alla metamorfosi dei cibi ogni trasformazione psichica”

E io, lì, ho trasformato e mi è stato chiaro che il più delle volte, o forse sempre, il cibo non è altro che un veicolo di emozioni.

Noi al cibo diamo delle memorie. Ci riporta in tempi e spazi lontani.

E tu quali memorie ti mangi?

Potevo rimpinzarsi di bugie di pasticceria ma non avrei capito le stesse cose, non avrei trasformato.

E ho trasformato proprio tutto liberando emozioni che erano un po’ in pancia e un po’ nel cuore.

La sua ricetta è stata modificata e adattata a quella che sono io oggi. Niente uova, niente zucchero, niente farine super raffinate o lieviti artificiali…è rimasto l’affetto grande dei giorni di Carnevale trascorsi con la nonna che cucinava che è fluito attraverso le mie mani domenica.

Oggi, martedì grasso, mi sento più felice che mai insieme a lei e all’arte della cucina che trasforma.

Auguro anche a te un martedì grasso pieno di gioia e conclusivo di un periodo di festa dove gli sgarri dolci e un po’ più sgrassi (dolci e un po’ più grassi sempre secondo natura se no poi è davvero difficile recuperare se ci mettiamo grassi animali e zuccheri e farine raffinate) ci stanno come conclusione di un tempo e l’apertura di un altro, quello della Quaresima.

Ed ecco a te la super ricetta vegan e senza zuccheri artificiali delle bugie vegan:

Ingredienti:

250 gr di farina 0 o tipo 2

1 cucchiaio di amido di mais

80 grammi di malto

30 gr di olio di mais o girasole deodorato

1 cucchiaino di lievito naturale cremon tartaro

la scorza grattugiata di 1 limone biologico

40 grammi di succo di mela

1 pizzico di sale

-olio di mais per friggere

 

Procedimento:

In una ciotola mescolare bene la farina con il sale e la buccia del limone.

Io ho usato 150 di farina 0 E 100 di farina semi integrale o 2.

Mescolare in un’altra ciotola olio, malto, succo di mela e poi aggiungere piano piano la farina.

Mescolare finché non si crea un impasto lavorabile con le mani. L’impasto deve rimanere morbido ma sodo e creare una palla, se volete la potete poi far riposare in frigo per una trentina di minuti.

Dopo di ché su un piano lavoro dove avrai messo un po’ di farina per non far appiccicare la pasta comincia a lavorare la pasta con il mattarello fino a che non sarà spessa 2 mm.

E’ fondamentale che sia sottile.

Taglia dei rettangoli usando la rotella dentata e al centro di ogni rettangolo fare due tagli in diagonale con la rotella o un coltello.

Scaldare abbondante olio in padella, per friggere in immersione, e quando l’olio è ben caldo tuffare le bugie. (Ti consiglio di fare magari prima una prova con un piccolo scarto della pasta.)

Girale spesso per far prendere loro una doratura uniforme.

La cottura è molto rapida (un minuto circa per lato altrimenti lasciano retro gusto di bruciato).

Appena si gonfiano leggermente, e prendono un colore dorato, scolarle in carta assorbente e lasciarle raffreddare.

Servire con qualche goccia di sciroppo d’acero.

 

E ora gioioso martedì grasso…

 

Love, trust, care

Silvia

 

 

P.S: la serata sul colore del cibo e sul feng shui ha davvero illuminato, sto ricevendo tanti messaggi di persone che si stanno sbloccando con semplice mosse consigliate dalla magica Raffaela! Forza dateci dentro con questo decluttering ovvero pulizia e riordino profondo degli spazi.

Grazie per aver partecipato e stiamo già prevedendo un bis.

 

P.S.S: Preparate carta e penna per gli appuntamenti di marzo: martedì 21 marzo imparate LA COLAZIONE SANA E NATURALE in un corso di cucina solo dedicato al momento più importante della giornata e giovedì 30 marzo ti aspetto a “Coccole intestinali” con la riflessologa Miriam Colombari faremo un viaggio per tutto il tratto digerente e intestinale per capire quali cibi e quali trattamenti lo possono migliorare.