Gli effetti del cibo sul corpo

Intolleranza al glutine a go go

Cucina sana e macrobiotica: per rafforzarti

Intolleranza al glutine a go go
Novità bella della nostra era di cibo industriale.
Ma tu pensi davvero che l’intolleranza al glutine ti scenda così dal cielo?

People scared of gluten, EPS8 vector illustration

No no no mi sa che te la sei proprio cercata!
Ascoltare le pubblicità, fare i test alimentari ti fa pensare che l’intolleranza al glutine sia una specie di calamità naturale che ti tocca tipo sfiga e nulla puoi fare se non togliere gli alimenti senza glutine e mangiare quello che ti propone la pubblicità (con secondi fini? Boh?) con prodotti fantasmagorici dove il glutine non c’è e con altri pasticci che vengono chiamati i gluten free.
Allora allora intendiamoci: quando vai a fare un test per le intolleranze ciò a cui divieni intollerante è qualcosa con cui hai esagerato e il tuo corpo esausto ti grida <<bastaaaaaa!!!!>> con l’intolleranza.
Quindi niente di alieno, semplicemente hai mangiato troppo di un alimento finché il tuo corpo ti manda un primo messaggio su cui riflettere. Si spera.
Quando io anni fa feci il test per le intolleranze alimentari, e non pensavo ma agivo in base agli impulsi della pubblicità e ai condizionamenti, risultai intollerante al glutine e al limone semplicemente perché pensandoci poi ora ci avevo dato dentro con entrambi.
Dieci anni di acqua al limone al mattino perché fa bene (così dicono ma anche  questo è relativo)  e tanta tanta di quella pasta e pane e biscotti e pizza e focacce che per due vite ne avevo a sufficienza.

Italian food: traditional focaccia (schiacciata of Tuscany) a flat oven-baked bread product with olive oil, very popular in Italy. Similar to pizza doughs but more soft and thick, can be stuffed with vegetables or meat

Ora basta con questi spauracchi sul glutine.
Cerchiamo di capirci qualcosa e soprattutto a cosa serve e perché siamo una società di intolleranti al glutine perché non solo tu hai questo problema, coinvolge tutti chi più chi meno perché siamo stati tutti nessuno escluso, oggi come oggi, allevati a grano manipolato e inondato di prodotti chimici perché aumentasse la sua resa.
Che cos’è il glutine? La parte proteica del frumento.
L’intolleranza al glutine ai tempi di mia nonna non esisteva.
Lei, la mia grande nonna contadina, è sempre il mio punto di riferimento non solo perché ho trascorso tanto tempo con lei in mezzo all’orto, al suo roseto e dentro il pollaio quando ero bimba, ma perché era una donna piccola e con una costituzione fortissima, piena di saggezza semplice sul cibo e lo stile di vita.
Lei la pizza non se la mangiava, il pane lo faceva in casa una volta alla settimana con farine poco lavorate e soprattutto intatte, una volta al mese la mia bisnonna la domenica faceva gli agnolotti ripieni di carne.
Poi mangiava tanta polenta, miglio, legumi, verdure, ogni tanto la carne dei suoi polli e bohhn. Per cui niente intolleranza al glutine.
All’epoca quando lei era piccola non c’era bisogno di inondare i campi di strani prodotti chimici per avere più resa ma la farina arrivava direttamente dal campo alla tavola con uno o due passaggi.

Thailand Man farmer to spray herbicides or chemical fertilizers on the fields green manioc growing.

Quindi non è che il glutine sia proprio così dannato.
Anzi essendo la parte proteica ovvero più yang del grano veniva utilizzato per creare dei pasti che davano forza, per lavorare una intera giornata nei campi al freddo e al gelo.
Quindi il glutine è yang e conferisce forza …guarda un po’.
Ma ovvio se tu già dalla pancia della mamma ne assorbi a iosa e poi per una quarantina di anni ci dai dentro accompagnando ogni singolo pasto, dalla colazione alla cena, con fette di pane di zero qualità e bombardato da agenti chimici il corpo non ti dà altra scelta se non l’intolleranza ovvero diventi debole, yin ….un eccesso di yang porta ad un eccesso di yin e tu diventi debole, il tuo intestino diventa eccessivamente yin ovvero debole e hai ripercussioni di questa debolezza su tutto il resto del corpo.
Quindi cosa fare?
Certo non buttarti sui prodotti fatti per celiaci, ho letto le etichette e quasi svenivo, c’è tutto meno che salute in quei prodotti.
Ci vuole una strategia per rafforzarti.
Io ero intollerante al glutine ora non lo sono  più , io la pasta Senatore Capelli,  così come il farro e l’orzo, ogni tanto me la mangio, se no poi davvero divento una persona troppo debole e non concludo più una cippa nella vita.
Ma il fatto che io non sia più intollerante mi ha richiesto disciplina e soprattutto seguire delle regole ben chiare che ancora adesso seguo con più elasticità ovviamente:

1) per 6/ 8 mesi evitare in modo assoluto tutto ciò che contiene glutine e mai e poi mai i prodotti che dichiarano essere per celiaci e mangiare il meno possibile fuori casa

2) Fare la rice diet una volta al mese (un vero incredibile toccasana per tutto l’organismo)

3) Mangiare i cereali integrali come riso, miglio, grano saraceno, quinoa, sorgo e dopo 6/8 mesi introdurre gradualmente farro e orzo, avena.

4) mangiare legumi e evitare in modo assoluto carne (neanche quella della suocerona) ed insaccati. La carne e gli insaccati rendono rigidi i villi intestinali che sono come capelli, ed hanno bisogno di essere elastici. L’energia troppo yang della carne (tutta, anche quella bianca) crea durezza (problemi yang come stitichezza) o all’estremo opposto estrema debolezza intestinale (diarrea). Se proprio vuoi cibo animale: pesce bianco, piccolo o azzurro, pescato. Zero ma zero ma proprio zero latticini! Neanche le ultime novità della pubblicità che propongono prodotti senza lattosio: sai come diventi debole con quelli…eccessi di yin a raffica.

5) Zero e di nuovo zero zuccheri, pure lo zucchero di canna della marmellata della vicina che con tanto amore ti ha bussato la porta e te la regala. Solo malto di riso e basta.

6) Usare dei decotti specifici che rafforzino l’intestino come kuzu e umeboshi per 6 /8 mesi (se vuoi saperne di più vieni ad una mia consulenza)…questo decotto è pazzesco, io ancora oggi lo uso con straordinari benefici e non mi becco un raffreddore che sia uno.

7) La doppia cottura. Imparare a cucinare in modo naturale ovvero imparare i segreti della cucina naturale (corso a cui ti aspetto martedì 8 novembre). Questo è troppo fondamentale.
Imparare le doppie cotture è necessario per rafforzare l’intestino, questo nessun medico (neanche omeopata) o test alimentare te lo dice, te lo spiego io martedì 8 novembre. E lì dai la svolta: soprattutto ora in inverno è il momento delle doppie cotture per te, tuo marito e i tuoi figli per evitare tutti i malanni invernali. Questo è un metodo di cottura che fa parte della macrobiotica e che la cucina moderna ha totalmente dimenticato.  Sarò proprio franca con te: non puoi rafforzare l’intestino se non impari i segreti della cucina naturale, rimani come un gatto che si morde la coda. Punto.

8) Evitare tutti ma proprio tutti i prodotti da forno con lieviti e farine, solo la torta che faremo al corso di cucina dell’8 novembre e i dolci al cucchiaio e frutta cotta con kuzu (prodigio della macrobiotica, questo kuzu un vero e proprio toccasana per ogni, davvero ogni, problema intestinale)

9) Mangiare a colazione creme di cereali INTEGRALI

10) Evitare caffè e cioccolata e spezie…alla larga proprio

11) Camminare, camminare, camminare, perché sotto il piede passa il meridiano dell’intestino crasso e così viene stimolato

12) E masticare

E ne avrei altri consigli super ma poi la mail diventa troppo lunga, vieni a trovarmi …ecco.

L’intolleranza al glutine può andarsene con una strategia seria!
Non basta diventare vegan o mangiare pasta di riso anzi diventi così ancora più debole.
Attraverso un  processo educativo il tuo intestino può diventare realmente forte e farti diventare una persona forte.
Chi ha un intestino debole è perso nella vita, non ha direzione ed è confuso. Si sveglia la mattina stanco e la sua energia vitale è bassa. Ed è pure pallido. Tutte condizioni yin.

Tired woman with head on the table. Health issue, hangover or Monday morning concept.

E’ ora di dare una svolta, di avere quella forza yang per diventare protagonisti della propria vita.
La vita ci vuole con gli occhi aperti.

Ecco la ricetta che ha stupito durante la rice diet anche chi le rape rosse non le aveva mai apprezzate (stasera avrai la fortuna di gustarle, io le adoro):

Rape rosse al forno con vinaigrette:

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Ingredienti:
4 rape tagliate a tocchetti di media dimensione (se non le trovi ci sono quelle bio già cotte e lì ne utilizzi due)
tre gambi di sedano tagliati fini
semi di zucca tostatiper la vinagrette:
senape
olio extra vergine
tamari
aceto di mele

Procedimento:
Metti le rape tagliate in una teglia, pre riscalda il forno a 180 gradi.
Aggiungi il sedano tagliato. Condisci con un po’ di olio extra vergine e sale. Metti in forno per 30 minuti.
Intanto prepara la vinaigrette: in una tazza metti mezzo o un cucchiaio di aceto mele, olio extra vergine di oliva e tamari (salsa di soia) quanto basta e due cucchiaini di senape. Io ti consiglio di aggiungere piano piano gli ingredienti, mescolare ed assaggiare per trovare la consistenza giusta e il sapore che piace a te.
Metti sulle rape e mescola, cuoci ancora qualche minuto e cospargi di semi di zucca tostati. Strepitosa!
Love, Trust, care
SilviaP.S: Se vuoi veramente rafforzare il tuo intestino vieni ad imparare le doppie cotture, la zuppa di miso, la cottura del tempeh marinato e un modo di cucinare i dolci che ti renda forte invece di indebolirti.
Ancora pochi posti per il corso dell’8 novembre: I segreti della cucina naturale!
E sono sincera: per me non c’è altra via se non imparare veramente a cucinare piatti che creano forza in profondità nel corpo!