Gli effetti del cibo sul corpo, Questa pazza voglia di dolce

Io mi ascolto: la new age alimentare

La salute: bisogna rieducarsi

Ahh adesso mi diverto…
Allora le ultime che sto sentendo in questo periodo sul cibo: “Ahh io mi ascolto” …ma si può!!!
Mai è esistita cavolata più grande in questo momento storico di caos industriale alimentare!
Ma ti ascolti cosa? Come se stessi dicendo la roba più sacra che esista sulla terra…sì in effetti ascoltarsi fa parte di un processo interiore sacro ed è bellissimo che una persona si ascolti.
Ma quando vado ad un conferenza su un percorso sciamanico sulla dolce medicina degli indiani d’America e il conferenziere mi dice che lui si ascolta quando mangia un gelato in clima autunnale alle 11 di sera mi vengono i brividi e basta.
E ti immagino il giorno dopo con il naso colante come minimo o con un mal di testa o con il principio di qualche malessere stagionale, nonché con un picco glicemico da montagne russe di Disneyworld.
Allora… che tutti oggi parlino di cibo mi sta veramente rivoltando le budella come se fossi appunto scesa da una montagna russa, quelle dove la macchinetta in cui sei sopra ti porta in un picco così alto che poi quando precipiti e scendi ci metti dieci minuti a pronunciare il tuo nome.

A blurred motion rollercoaster speeding down its track with people riding. For the same image with no rollercoaster cars, see # 34564463.

Io sono una esperta del mio settore, la terapia alimentare, ovvero è da cinque anni che studio con passione e dedizione il cibo e i suoi effetti, ho frequentato una scuola seria, la migliore di Europa e ho provato su di me quel che dico, che studio, che propongo.
Mi sono curata da diversi problemi e ogni giorno approfondisco con la pratica e lo studio il tema cibo.
E mi seguono ormai da anni persone che mettendo in pratica in modo serio la terapia alimentare hanno risolto diversi problemi e migliorato nettamente il loro stato di salute.
E ad un certo punto della serata mi sento dire dal conferenziere perché nella scelta del cibo bisogna ascoltarsi.
E ti giuro che gli sarei volata addosso.
Quando io ho scoperto di essere pre diabetica ero presa da questa moda new age di ascoltare il cibo di cui avevo bisogno e cosa sceglievo? Ovviamente i dolci e che dolci? I biscotti dell’era industriale, la brioche al bar, il marocchino e poi il dolcetto dopo il pasto…sì sì mi ascoltavo ….poi inizio il mio percorso di terapia alimentare e ho capito che è una gran cavolata dire sul cibo : “Ma io mi ascolto”.
Infatti chi è che me lo dice sempre? Persone che hanno sempre qualche problema di salute (e chi non ne ha?) oppure sono in sovrappeso.
Ed ecco il mitico conferenziere che con aria spavalda pronuncia: “perché se adesso ho voglia di un gelato me lo mangio”.
Ed io parto con la diagnosi, lo osservo e noto che il conferenziere è palesemente fuori  peso forma per cui per me il suo ascoltarsi non vale proprio niente in questo caso e se non è in peso forma ha qualche problemuccio con la glicemia e un bel pancreas contratto e un bel fegato infuocato.
Poi continua dicendo che una sua amica al ristorante sempre praticando l’arte dell’ascolto sul cibo gli ha fatto attendere non so quanto prima di ordinare  ed io dico dentro di me  : “non è certo perché ti ascolti che hai difficoltà ad ordinare al ristorante con il cibo e le preparazioni di bassissima qualità che propone il 90% della ristorazione oggi. E’ ovvio che hai difficoltà. Una persona che si ascolta un minino, come dici tu, quella robaccia tossica manco se la mette in bocca.  E trova una alternativa costruttiva: offrire per esempio con un sorriso affascinante un bel pacco di pasta di riso integrale e se necessario anche il sugo bio.
E’ tutto artificiale. Ma come fai ad ascoltarti? Come?  Tutto quello che una persona nella media mangia ti rovina le papille gustative, l’industria l’ha fatto apposta (forse?), fin da quando sei piccolo con le varie merendine e succhi di frutta ti sei sballato la glicemia.
Mi dici poi in questo stato come cavolo fai a scegliere ascoltandoti?
Infatti poi lui racconta che il suo bar preferito ha smesso di portagli la sua brioche preferita e che ora va a prendere solo un caffè.
Ah sì sì siamo messi bene che uno pieno di tossine del caffè e di grassi di brioche artificiale con zuccheri velenosi mi dica di ascoltarmi quando scelgo il cibo.
Mi si accappona la pelle e basta.
George Osawa non si curò dalla tubercolosi e creò la macrobiotica curando milioni di persone ascoltandosi e mangiando brioche e gelati alle 23. Ritornò alle origini.  “Il processo di trasformazione dei chicchi interi in farine, attraverso la setacciatura e i vari processi di raffinazione aveva preso diversi secoli in Occidente, per cui il deterioramento biologico della gente era stato molto graduale ma questo deterioramento si produsse in Oriente molto rapidamente” da Sugar blues.
Ed è quello che capì George (non Clooney ma Osawa), appena si introdussero in Giappone la carne e il riso brillato e le farine il popolo giapponese dopo anni di veganesimo si ammalò. “Riso bianco voleva dire novità, modernità, raffinatezza e civiltà, sotto un certo punto di vista. Fu accettato ovunque soffiasse quello che si pensava fosse un vento di modernità. Nella sua scia lasciò improvvisi focolai di nuova malattia, che dai sintomi fu chiamata ber iberi, che in senegalese vuol dire debolezza. Quando le prime manifestazioni del beri beri seguirono all’introduzione del riso brillato in Giappone, la gente del popolo capì quale fosse la soluzione. Le abitudini tradizionali, fortunatamente ancora fresche nella memoria, suggerivano di tornare ad una alimentazione all’antica, al riso integrale, e chi lo faceva stava bene, perché con esso ritornava sano e integro” da Sugar blues p 142.
Questo è il panorama raffinato che offrono oggi il 95% dei nostri bar e dei nostri ristoranti. Si mangia così. E allora su che basi ti ascolti?  Che cosa hai ascoltato se desideri una brioche del bar e il caffè brasiliano?
Sono certa che le tue cellule nel profondo ricordano come mangiavano i tuoi nonni e bisnonni e desiderano i cibi non raffinati, vegetali e di stagione. Ma la tua mente con tutta la pubblicità e i condizionamenti alimentari che subiamo da quando entriamo nella pancia della nostra mamma  non capisce più.

Pregnancy diet symbol or eating junk food as a prenatal maternity problem with a fetus being fed with a group of high cholesterol food as risky baby nutrition symbol with 3D illustration elements.

Allora bisogna rieducarsi di nuovo.
E ti dico con tutto l’amore che posso che questa è la mia missione qui sulla terra: divulgare attraverso un processo educativo di conferenze, corsi di cucina, consulenze, newsletter una alimentazione integra che ci riporti ad essere esseri umani integri .
Negli anni 30 un dentista ricercatore di Cleveland, Ohio, il dott. Weston A.Price, viaggiò per tutto il mondo, dalle terre eschimesi alle isole dei mari del sud, dall’Africa alla Nuova Zelanda. La sua opera, “Nutrizione e degenerazione fisica: un confronto tra diete primitive e moderne e i loro effetti”  fu pubblicata per la prima volta nel 1939. La sua sconvolgente conclusione, documentata con particolari agghiaccianti zona per zona, era molto semplice: i popoli che vivevano in condizioni cosiddette primitive e arretrate avevano denti eccellenti  e godevano di una splendida salute. Mangiavano solo cibi naturali del posto, non raffinati. Dove però erano stati introdotti alimenti raffinati e zuccherati dopo i primi contatti con il mondo civilizzato, subito era iniziata una degenerazione fisica precisamente osservabile nello spazio di una sola generazione”, da Sugar Blues.

vector illustration of two men with paleo diet and fast food

Oggi ho scritto tanto per cui ti lascio la libertà e il tempo di riflettere e di capire che “prima di dire io mi ascolto in relazione al cibo è fondamentale che tu inizi un percorso educativo”
Dopo 5 anni di cereali, verdure e legumi mi sento di dire e ogni tanto mangio quel che mi sento perché so che quello che mi sento ha un determinato effetto su ogni parte di me che mi riporta equilibrio.
Ma nel momento in cui mi dovevo curare, avevo e seguivo delle regole ben precise, che sono quelle della terapia alimentare.
In fondo anche Picasso prima di diventare Picasso aveva studiato e applicato molto le regole della pittura.
In tutti i campi vale lo stesso: auto educarsi, capire delle regole e poi sentirsi libero. Ma qua chi dice di ascoltarsi non ha studiato, non ha capito gli effetti del cibo e non ha  imparato una cucina naturale.

Ed ecco la ricetta di Dahl autunnale che tanto è piaciuto alla serata della rice diet:

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Ingredienti:
Una tazza zucca tagliata a tocchetti
Una carota
Un cipolla
Un porro
Una tazza di lenticchie rosse decorticate
Succo o polvere di zenzero
Miso bianco
Procedimento:
Tagliare le verdure e metterle a cuocere in una pentola con coperchio con un pochino di olio extra vergine, sale marino integrale e acqua. Lavare le lenticchie e aggiungerle sopra le  verdure, coprire il tutto con acqua e continuare la cottura con il coperchio.
Quando l’acqua è quasi tutta assorbita aggiungere sale e zenzero e far cuocere fino a quando tutto è amalgamato.
Aggiungere un cucchiaio di miso bianco sciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida e far mantecare.
E buon appetito!
Love, trust, care
SilviaP.S: La  chiave principale della  salute è saper cucinare con dei criteri e non a vanvera. Ti aspetto per imparare i segreti della cucina naturale della stagione autunno inverno martedì 8 novembre.
Perché saper cucinare significa soprattutto sapere che cereali, che legumi ,che stili di cottura sono adatti oggi e non domani.