Cosa mangio in viaggio?, Gli effetti del cibo sul corpo

Prevenire con il cibo è meglio che curare

Cibo sano: per prevenire invece di curare

Buon 2017!
Che gioia: sono arrivata dai tropici e vengo avvolta da un manto di neve! Sono passata nel giro di 8 ore dalla piena luce alla completa scarsità di luce. Wow!
Infatti mi sento un po’ strana, anche perché ho ancora il fuso orario nel corpo e ho l’occhio a palla più o meno tra le 4 e le 5 del mattino e crollo alle 21.
Per il corpo un cambiamento climatico di questo tipo è un grande sconvolgimento, sia all’andata che al ritorno.

Per ora Leonardo ed io stiamo da Dio, il naso non gocciola, non sto patendo il freddo e ci sentiamo super carichi, pronti per le sfide e le avventure del 2017 e naturalmente mentalmente e spiritualmente proiettati al raggiungimento dei nostri obiettivi annuali.
Nuovo anno, nuovi noi e nuova/o te!
E quali sono gli obiettivi tuoi per questo 2017? Te lo sei chiesto?
Chieditelo e scrivitelo, è di assoluta importanza per la tua felicità e per la tua realizzazione.
Cosa desideri per il tuo corpo in questo nuovo anno?
Che cammino vuoi intraprendere per sentirti in piena sintonia, gioia e con tanta forza vitale?
Due tra i mei obiettivi per stare meglio ed evolvere in questo 2017 sono:
1) di saper gestire ancora meglio l’energia e gli effetti del cibo sul mio corpo ampliando il mio ricettario e ascoltando ancora di più i messaggi del mio corpo. Non si smette mai di imparare da lui.
Ora ti spiegherò come questo ascolto della condizione del mio corpo ogni giorno mi ha permesso di vivere uno dei viaggi più belli e strepitosi della mia vita, ora in India.
2) di introdurre nella mia vita quotidiana la pratica del Pranayama ovvero delle antiche tecniche di respirazione dello yoga che sono in grado di trasformare la vita apportando grandi benefici su ogni piano: fisico, mentale, spirituale.
Parto dal Number One.
In questo viaggio in India più che in ogni altro viaggio ho portato estrema attenzione a cosa mangiavo e a cosa bevevo perché in India qualsiasi sgarro ti può portare a rovinare il viaggio e a startene chiuso in camera di albergo, per essere più precisi nel bagno dell’albergo.
Il bagno in India può davvero diventare il luogo in cui puoi trascorrere  la maggior parte dei tuoi giorni, l’ho sentito raccontare da più di un viaggiatore.
Quindi ho cominciato a preparare il mio corpo al viaggio, da ottobre con una consulenza da Martin Halsey della Sana Gola, il mio maestro, perché mi sono detta <<Voglio partire in super forma, forte, perché voglio che sia il più bel viaggio della nostra vita e poi perché voglio evitare di ammalarmi una volta a casa visto che arrivo nel periodo più freddo dell’anno con tutti i rischi che questo comporta a livello di salute>>.
Ho iniziato a rafforzare il mio intestino con un decotto potentissimo alcalinizzate e super yang che spesso do a chi viene in consulenza da me quando si hanno dei problemi intestinali o digestivi o si è troppo deboli con problemi di anemia: Ume-sho–kuzu.
Per due mesi e mezzo ho potenziato e dato forza yang al mio intestino con questo magico intruglio di prugne umeboshi, kuzu (una radice bianca) e the bancha, ogni mattina prima di iniziare la giornata.
E’ una potenza, ti senti davvero bene, un leone dopo averlo bevuto, ed aiuta ad evitare di prendersi parassiti e batteri  vari, particolare per me non da poco, visto che per un parassita beccato in Sud America ci stavo lasciando quasi le penne visto che qua per i medici appariva sconosciuto (e mi ha salvato la macrobiotica, oltre aver trovato il modo con il biomagnetismo e la biorisonanza di detectare il parassita che sfuggiva a qualsiasi analisi).
Così è stata la mia colazione per quei mesi.
E per i pasti ho prediletto i cereali molto yang: riso integrale, farro, avena, grano saraceno, miglio. Molto farro direi. Pochissima pasta se non la soba che conferisce al corpo forza e calore. Ogni settimana mi preparavo a giorni alterni  piatti di verdure dolci, come la zucca e radici, cotte molto a lungo, come il nishime.
Zuppa di miso sempre e nella versione super potente con moltissime radici e molto wakame e direi anche con molto miso. I legumi sono stati immancabili per nutrire in profondità la sede della mia forza vitale ovvero i miei reni: stufati di legumi a go go.
E dell’importanza dei legumi e dei modi diversi di cottura per ottenere effetti diversi nel corpo ti parlo giovedì 19 in una travolgente serata in loro onore. 
Ogni sabato mattina  preparavo per colazione il pane al vapore con lievito madre e farina integrale di farro che io mangiavo con gli insalatini (altro super alimento potentissimo per dare forza all’intestino e portare armonia alla flora intestinale) e Leonardo con della marmellata senza zucchero.
The bancha parecchio scuro (più scuro è più yang e conferisce più forza) come bevanda.
Zero alcool, zero bevande gassate, zero succhi, estratti e soprattutto zero insalate e caffè.
Ogni tanto qualche piccolo sgarro con la cioccolata fatta da me con il malto.
Obiettivo: partire in pienissima forma.
Zero cavolate tra i pasti che affaticano solo l’intestino e lo stomaco.
Bene.
Il 20 dicembre prendiamo l’aero per New Delhi, alle 7,15 del 21 eravamo sulla nostra macchina verso il minareto più grande del mondo e alle 14 a mangiare il nostro primo piatto indiano in un piccolo ristorantino di famiglia sulla strada per Agra.
Mi era ben chiaro che il cibo indiano è essenzialmente yin.
Nei paesi asiatici vicino ai tropici è inevitabile che il cibo sia yin, deve portare freschezza nel corpo e leggerezza.
Il cibo lì come dovrebbe essere qua è uno strumento di adattamento all’ambiente che ci circonda.
Quindi tante spezie per abbassare la temperatura del corpo e per disinfettare, abbondanza di frutta, tante verdure cotte in creme di anacardi e insalate, tanto riso basmati bianco saltato e condito con spezie e tante lenticchie cremosissime, aglio ovunque.
La prima accortezza che ho avuto è di chiedere i piatti no spicy.
Ovviamente chiedere ad un indiano un piatto no spicy è come chiedere ad un italiano una pasta scotta.
Quindi quel minimo di spicy ce lo beccavamo sempre a parte nei risi e  nel pane.
Ed il terzo giorno tra il cambio di temperatura e il cibo diverso al mattino avevo già trasformato il mio modo di andare in bagno (il tema clou di ogni grande viaggio).
Ed eccomi  al momento della verità, al momento che ha in sé una sua “mistica” sapienza e mostra nel modo più palese come tu ogni giorno tratti il tuo corpo ed è da lì, da quel momento intimissimo, in solitaria, che scopri se hai fatto qualche cavolata, qualche stravizio o hai introdotto qualche novità nella tua alimentazione.
Il cibo yin che dilata aveva avuto i suoi effetti.
Okkkk quindi a colazione cosa mangio per dare più forma, per prendere più forza yang? Frutta? NOOOOO succhi? Nooooo
E da lì in poi vai di pane e di fritto.
Yes yes nei paesi caldi come anche in sud Italia il fritto dà forza yang soprattutto in una alimentazione prevalentemente vegetale. Ma che buono il deep fried indiano!!! le verdure fritte, i pakora, le ho adorate.
Per fortuna gli indiani hanno un pane senza lievito, cotto in padella chiamato chapati, che non è così secco e duro e contraente come il nostro.
Oltre al chapati gli indiani hanno un tipo di pane più yang perché cotto al forno che è il naan che è alternavo al chapati.
E il pane e il riso saltato furono la nostra salvezza e ci garantirono tre settimane in piena felicità.
Conscia del fatto che sarei tornata nel periodo più freddo dell’anno e sapendo che c’è, in medicina tradizionale cinese, una legge del tre in relazione all’effetto del cibo, per cui ciò che mangi ha effetto a diversi livelli per tre giorni o per tre mesi o per tre anni mi sono molto limitata con la frutta tropicale.
Anche se, a dirti la verità, avevo una voglia pazzesca di sfondarmi di ananas e banane.
Nel ritiro di yoga ce la offrivano dopo le due ore estenuanti di ashtanga e quindi assetata e con una voragine in pancia un pochino la mangiavo ma ho cercato sempre di gestire la voglia per non trovarmi qui, all’impatto con il freddo, con una lingua con una patina bianca tipo manto di neve che significa che nell’intestino, nella milza,  nel pancreas c’è una condizione di umido che è terreno fertile per squilibri yin come raffreddori, influenze, candide e altri disturbi vaginali o infiammazioni alle vie urinarie.
Aggiungo che ho evitato tutto il crudo, ovvero insalate, per ragioni di igiene e di equilibrio energetico e di osservazione esperienziale. I miei compagni di yoga che provavano a mangiare crudo li vedevo scattare come dei centometristi verso la stanza!
E infatti sia là che qua la mia lingua controllata abbastanza spesso da buona consulente alimentare è stata e sta divinamente, bella rosa, segno che ho equilibrato bene lo yin e lo yang del mio cibo, sia prima che dopo che in questi giorni.
Del punto number two parlerò nel prossimo articolo se no va a finire che scrivo troppo, ti dico già che è stata una vera rivelazione la respirazione profonda.
La cosa più interessante: pure il mio osteopata se n’è accorto
Love, trust, care
Silvia
P.S: ti aspetto super carica giovedì 19 gennaio ad approfondire il tema dell’emozione della paura (all’estremo attacchi di panico) e preoccupazione che puoi provare se l’energia acqua, ovvero quello a cui appartengono reni e vescica, è in squilibrio e con un menù davvero intrigante, lo sapevi che con un particolare fagiolo puoi fare la nutella…ah ..ah..ahh
P.P.S: le novità per questo 2017 sono incredibili: sto preparando i menù naturali per l’abbonamento che attiverò fra breve sul mio blog www.cucinaincambiamento.com dove potrai con il mio accompagnamento assaporare gustose e facili ricette per la colazione, il pranzo e la cena tutte al naturale per te e la tua famiglia.
Tra pochissimo a chi mi scrive e vuole provarlo darò in omaggio un menù settimanale per cui scrivimi, scrivimi, scrivimi.
P.P.P.S. i posti per il corso di cucina del 19 gennaio sono esauriti 🙂
Stiamo organizzando un’altra data per cui, se vuoi partecipare, prenotati fin da adesso!!!